La recensione de La Repubblica dei Ladri, il terzo capitolo delle avventure di Locke Lamora e i Bastardi Galantuomini!

La Repubblica dei Ladri di Scott Lynch, pubblicato da Oscar Mondadori, è il terzo capitolo della saga The Gentleman Bastard. La nostra recensione firmata dall’autrice de La Rosa Bianca, Barbara Poscolieri.

La storia di Locke Lamora continua nel terzo romanzo della saga The Gentleman Bastard: La repubblica dei ladri.

Con La Repubblica dei Ladri terminano i volumi editi in Italia della saga dei Bastardi Galantuomini di Scott Lynch (Mondadori). L’uscita del quarto libro della serie, già pubblicato all’estero con il titolo The Thorn of Emberlain, è prevista per quest’anno e l’attesa è già insopportabile. Se ve le foste perse, trovate le nostre recensione de Gli inganni di Locke Lamora e de I pirati dell’Oceano Rosso, acquistabili su Amazon al prezzo di copertina di 18€ ciascuno.

Locke Lamora e i Bastardi Galantuomini: dove li avevamo lasciati e come li ritroviamo (no spoiler)

Dopo aver solcato i mari a bordo della nave pirata Orchidea Velenosa, Locke e Jean tornano sulla terraferma, decisi a risolvere il problema che ha ormai messo spalle al muro Locke Lamora. A proporsi come inaspettata salvatrice è nientemeno che una dei più potenti maghi dell’alleanza di Karthain, nemici dei due Bastardi Galantuomini fin dal primo libro. Tra dubbi e diffidenza, la maga Pazienza spiega i motivi che la portano ad aiutare Locke e anche il prezzo per il suo intervento: a Karthain è tempo di elezioni e chi meglio di due imbroglioni potrebbe truccarle?

La banda dei Bastardi Galantuomini torna al completo

Quei lettori che nel corso del secondo libro hanno sentito la mancanza degli altri membri della banda saranno felici di ritrovarli tutti qui. Non solo Locke e Jean, quindi, ma tornano Catena, i fratelli Sanza e persino Sabetha, la ragazza che ha rapito il cuore di Lamora e di cui si è solo fatto cenno nei libri precedenti.

La maggior parte di questi personaggi non è presente nel filone principale della storia, quello sulle elezioni di Karthain, ma in quello secondario che dà il titolo al libro. Ormai Scott Lynch ci ha abituato a una struttura narrativa su più livelli, che è uno degli elementi più caratteristici della serie. Qui ne troviamo due piuttosto lontani l’uno dall’altro, sia nel tempo sia nei contenuti (fatta eccezione per Sabetha), intervallati da intersezioni che aprono al punto di vista dei maghi dell’alleanza.

Gli inganni di Locke Lamora di Scott Lynch
La storia dei Bastardi Galantuomini inizia in Gli inganni di Locke Lamora

La Repubblica dei Ladri, le elezioni truccate e i maghi dell’alleanza

Come detto, il filone principale vede i Bastardi Galantuomini alle prese con raggiri politici e astuzie di ogni tipo per portare a casa il risultato elettorale. Nel secondo, ambientato nel passato, va invece in scena l’opera teatrale che dà il titolo al libro e saranno proprio i componenti della banda, che Catena vuole mettere alla prova, a interpretarne i personaggi. Non mancheranno ovviamente difficoltà aggiuntive a complicare una semplice rappresentazione teatrale. E stavolta non si tratterà dei soliti pericoli, ma ci si metteranno anche i primi (e unici) problemi di cuore di Locke.

Il terzo filone, che non merita forse una simile definizione e nel testo è chiamato solo intersezione, è rappresentato da pochi capitoli che mostrano ciò che si nasconde dietro le elezioni e il coinvolgimento dei Bastardi Galantuomini. Pazienza è il perno attorno a cui tutto ruota, ma rivediamo anche un mago di nostra conoscenza: quel Falconiere che tanto filo da torcere aveva dato a Locke e ai suoi nel primo libro.

Diamanti incastonati in un metallo scadente

La Repubblica dei Ladri contiene degli elementi essenziali per l’intera saga. Alcuni di questi li aspettavamo fin dal primo volume, altri sono la diretta conseguenza di quanto avvenuto nel secondo, altri ancora sono così inaspettati da farti balzare sulla sedia mentre leggi. Andiamo a vederli uno per uno.

L’elemento essenziale più urgente è la sorte di Locke Lamora. Era inevitabile, visto come si era concluso I pirati dell’Oceano Rosso, che si riprendesse da lì e si trovasse una soluzione, in un senso o nell’altro, alla condizione di Locke. Intrecciarla con i maghi dell’alleanza e andare a ripescare un’altra mina vagante dei libri precedenti è un’ottima idea e rende logico lo sviluppo di una trama che porta al confronto tra maghi e Bastardi Galantuomini. Proprio da questo confronto vengono fuori rivelazioni inaspettate che spalancano le porte a oceani di possibilità: veniamo a conoscenza di qualcosa in più sul passato di Locke, che nemmeno lui ricorda del tutto, e sul passato in generale, con l’accenno a un qualche popolo magico che nell’antichità abitava il mondo. Antichi da non risvegliare e di cui persino i maghi hanno timore. Ma non tutti, perché scopriamo anche che la fazione dei maghi non è così unita come ci aspettavamo.

La storia di Locke Lamora continua nel secondo romanzo della saga The Gentleman Bastard: I pirati dell’oceano rosso.
La storia dei Bastardi Galantuomini prosegue in I pirati dell’Oceano Rosso

Quello che invece ci aspettavamo è il ritorno di Sabetha e infatti eccola qui a sconvolgere di nuovo il cuore di Locke. Ma immaginarla solo come la donna di cui il protagonista è innamorato sminuisce un personaggio che ha molto più da dire. Bastarda Gentildonna, ladra eccezionale e unica capace di competere con Locke per la leadership, il ruolo di lei sembra destinato ad ampliarsi ancora di più dopo le scoperte fatte a Karthain.

E poi c’è il finale del libro. Scritto in modo magistrale, l’ultimo capitolo meriterebbe di essere una pubblicazione a parte, che minaccerebbe Gli inganni di Locke Lamora come punto più alto della serie. Non fosse per il fatto che crea molte aspettative per il prossimo capitolo.

Concludendo la recensione su La Repubblica dei Ladri

Quindi, ricapitolando: la sorte di Locke, il passato di Locke, il passato del mondo, grandi e potenti Antichi, i maghi dell’alleanza, Sabetha, il finale. Tutti temi degni di un capolavoro. E allora perché La Repubblica dei Ladri non si avvicina nemmeno a esserlo e risulta invece il libro più debole finora pubblicato? Il motivo è nella storia (anzi, nelle storie) in cui questi temi sono stati inseriti. Il broglio delle elezioni di Karthain, oltre a essere dichiaratamente del tutto innocuo per i protagonisti (e dove non c’è pericolo non c’è coinvolgimento), sembra essere una grande scusa per poter svelare queste mirabolanti rivelazioni. Allo stesso modo, incentrare l’altro filone su una rappresentazione teatrale ha il solo vantaggio di dare un bel titolo al libro.

In poche parole, delle due storie che vengono qui raccontate non interessa niente a nessuno. A chi importa quale partito vince a Karthain? E a chi importa di veder recitare i Bastardi Galantuomini se non è per una delle loro truffe? Sono trame inconcludenti, parentesi fini a se stesse. Sono metallacci di poco valore su cui sono stati incastonati dei diamanti. Ed è solo grazie a questi ultimi che l’insieme può definirsi gioiello. Nella speranza che possano trovare una collocazione più congrua nel quarto libro.

Per non perdere le migliori notizie dal mondo del Fantasy e del fantastico, iscriviti alla nostra newsletter o consulta la home page!

Articoli correlati